Gian Carlo Berchi web site

Pagina dedicate al mind mapping alias la rappresentazione grafica del pensiero

Mind mapping, ovvero la rappresentazione radiale del pensiero

Una parte del mio sito è dedicata a questo argomento a me molto caro e seguito con passione da molti anni. Le mappe mentali servono per rappresentare in modo sintetico e sinottico una struttura di pensiero anche complessa. Sono utili per organizzare e comunicare le idee, strutturare le informazioni, sviluppare piani, supportare e facilitare il pensiero creativo, il problem solving, le decisioni. Le mappe mentali ci aiutano ad organizzare le nostre idee, a trovare le parole chiave, a sviluppare le associazioni fra idee diverse e le relazioni fra idee simili, ad usare la memoria visiva con l'uso di colori, simboli, icone, frecce, evidenziatori di testi, a partire da un'idea centrale per svilupparla in più direzioni. A febbraio 2013 si e tenuta la seconda edizione del corso proposto a Rossiglione con l'Auser Valle Stura. Qui di fianco la locandina.

Ma che cosa sono le Mappe Mentali?

Quando parliamo di mappe, in generale il nostro immaginario ci porta immediatamente a pensare ad una rappresentazione rimpicciolita, simbolica e bidimensionale di un territorio. Il territorio rappresentato, a seconda della necessità per cui quella mappa è stata realizzata, può essere una nazione, una regione, una città, una montagna, un mare o una porzione del cielo. La mappa ne è la rappresentazione su un piano, in scala, utilizza simboli grafici e informazioni alfanumeriche come i toponimi. Le mappe però si possono utilizzare anche per rappresentare territori virtuali e immaginari o insiemi di conoscenze. Già i popoli primitivi, attraverso graffiti sulle pareti delle caverne, disegnavano mappe che rappresentavano territori di caccia, montagne e villaggi. Da allora la storia ci insegna che l’uomo ha realizzato, a seconda delle proprie necessità contestuali ed il funzione della propria cultura, rappresentazioni di ambienti e territori. Parlando di mappe mentali, il territorio con cui ci confrontiamo è un processo di pensiero, la mappa ci consente di rappresentarlo. La mappa mentale è quindi una tecnica grafica che serve a rappresentare il pensiero. Cosa succede quando il nostro cervello pensa a qualche cosa? Che percorso logico seguiamo? Da dove si parte e dove si arriva? Si va dal concetto generale fino al particolare o viceversa? Come di aggancia un argomento ad un altro? Per associazioni? Per analogie? Per diversità? Le mappe mentali possono rappresentare il pensiero nella sua dinamica, nelle sue associazioni, nella sua attività razionale, deduttiva, induttiva, associativa, immaginativa. Ci possono guidare a ripercorrere e ricostruire processi di pensiero che avevamo compiuto in altri momenti (cfr. corrente di studi psicologici Gestalt), o che abbiamo avuto modo di ascoltare da altri. Ci aiutano anche a mediare verso altri un proprio processo di pensiero ed arrivare quando necessario ad un confronto evoluto. Le mappe mentali consentono di integrare nuove idee entro strutture cognitive preesistenti, basandosi sulle proprietà associative del pensiero, le stesse che ispirano oggi la struttura ipertestuale comune a molti strumenti informatici come i web browser. Per fare una mappa di un processo di pensiero si parte da una prima idea di base centrale da cui deriva un primo ramo e poi un altro e poi sviluppo un sottoramo, e pian piano si crea così una struttura più o meno complessa, che possiamo seguire man mano, modificare, accrescere e contrarre. E ancora creiamo un legame fra un ramo e l'altro, fin che abbiamo costruito una struttura tecnicamente definita gerarchico-associativa che rappresenta il nostro pensiero. La visione è istantanea e sinottica: in un solo foglio di carta ho sotto gli occhi un concetto sviluppato nel suo insieme. La mappa mentale trasforma un processo sequenziale come quello del pensare in una rappresentazione sinottica, dove riesco a cogliere tutto nello stesso momento e ne percepisco la struttura, i rami, le derivazioni, le relazioni. Di fronte ad una mappa mi distacco dalla sequenza propria del pensiero lineare, vedo le cose dall'alto e, come avessi uno zoom, posso fare un ingrandimento di quello che mi interessa contestualmente per poi recuperare la visione d'insieme un attimo dopo. Il legame tra due concetti è un tracciato che congiunge due nodi, e che vedo in tutto il suo percorso e nelle sue diramazioni. Posso sempre decidere anche fino a quale livello arrivare: posso rimanere ai primi livelli o approfondire i livelli di dettaglio. Posso prendere un argomento secondario e farne il centro di una nuova mappa che lo analizza in una molteplicità di sottoargomenti. La tecnica delle mind maps (mappe mentali) nasce alla fine degli anni '60 grazie agli studi di Tony Buzan, che ha ripreso le idee di Joseph Novak, l’ideatore della metodologia delle concept maps (mappe concettuali). Riassumendo le mappe mentali servono per rappresentare in modo sintetico e sinottico una struttura di pensiero anche complessa (un libro, un film, un progetto, un problema). Sono utili per organizzare e comunicare le idee, strutturare le informazioni, sviluppare piani, supportare e facilitare il pensiero creativo, il problem solving, le decisioni. Le mappe mentali ci aiutano ad organizzare le nostre idee, a trovare le parole chiave, a sviluppare le associazioni fra idee diverse e le relazioni fra idee simili, ad usare la memoria visiva con l'uso di colori, simboli, icone, frecce, evidenziatori di testi, a partire da un'idea centrale per svilupparla in più direzioni.